Produzione
Scrivere il copione di un video esplicativo: struttura, modello ed esempio completo
Scrivi un copione per video esplicativo: pubblico, apertura, parte centrale e conclusione, con un modello a tempi e un esempio di 90 secondi.
Capri Video · Aggiornato il · 9 min di lettura
I punti essenziali
- Un buon copione per un video esplicativo non parte dal prodotto, ma dalle persone che lo guarderanno: chi sono, che cosa le preoccupa in quel momento e che cosa dovrebbero ottenere alla fine.
- La prima frase deve coinvolgere chi guarda, per esempio attraverso una situazione familiare, una sua domanda o un’idea sbagliata diffusa che il video chiarisce.
- Per un’offerta che risolve un problema, al problema va dedicato circa un quarto della durata; la soluzione arriva poi servita su un piatto d’argento, in due o tre passaggi concreti.
- Un copione di 90 secondi in tedesco contiene circa 180–210 parole. Scrivi per chi ascolta, non per chi legge, e leggi ogni versione ad alta voce con un cronometro.
Animazione, voce e musica rendono bello un video esplicativo. Il copione determina se qualcuno lo guarderà fino alla fine. È la parte meno costosa della produzione e quella i cui errori si pagano più cari in seguito: nessuna animazione può rendere efficace un copione debole.
Questo articolo mostra come scrivere il copione di un video esplicativo che funzioni come una piccola storia, anziché come un opuscolo letto ad alta voce. Troverai una struttura, un modello con indicazioni temporali e un esempio completo di 90 secondi.
Prima guardi, poi decidi: inizia gratuitamente con il link del tuo sito. Scriviamo la storia per il tuo pubblico, tu guardi il video con filigrana e hai tre cicli di revisione a disposizione. Ti serve un abbonamento da 99 € al mese soltanto se desideri tenere il video.
Prima della prima frase: per chi stai scrivendo, davvero?
La maggior parte dei copioni deboli ha lo stesso problema: sono scritti dal punto di vista dell’azienda. Raccontano che cosa sa fare il prodotto, da quando esiste l’impresa e quali funzioni sono state aggiunte. A chi guarda non interessa, almeno non all’inizio.
Un video esplicativo viene mostrato di solito dove i clienti dei tuoi clienti o i tuoi potenziali clienti incontrano per la prima volta la tua offerta: sul sito, in un annuncio, dopo un colloquio commerciale. È per queste persone che scrivi. Prima di cominciare, rispondi quindi a quattro domande, possibilmente per iscritto:
- Chi guarda? Non «PMI» o «decisori», ma persone concrete: la titolare di uno studio di fisioterapia con otto collaboratori, il responsabile informatico di un’impresa artigiana, la candidata che sta cercando il suo terzo lavoro.
- Che cosa preoccupa questa persona in questo momento? Un problema, un rischio, un desiderio, una domanda aperta. Descrivilo come una scena della sua giornata: che cosa succede, quanto le costa, come si sente?
- Che cosa ha provato o creduto finora? E perché non basta?
- Che cosa dovrebbe ottenere, sapere o provare alla fine? E qual è l’unico passo successivo?
Queste risposte sono la tua bussola. Ogni frase del copione deve potersi ricondurre a esse.
Scegliere il percorso narrativo giusto
Non tutti i video esplicativi raccontano la stessa storia. La struttura dipende dallo scopo del video:
- Un’offerta che risolve un problema (software, servizio, attività artigiana): problema, soluzione, sollievo. È il percorso classico e quello giusto per la maggior parte delle aziende.
- Un nuovo prodotto o un lancio: suscitare curiosità o desiderio, svelare il prodotto, mostrare che cosa rende possibile.
- Selezione del personale: partire dalle ambizioni o dalle frustrazioni dei candidati, mostrare come si vive il lavoro quotidiano, spiegare il primo passo.
- Formazione o spiegazione di un argomento: la domanda o l’errore tipico di chi impara, passaggi chiari, il momento in cui tutto diventa comprensibile.
- Marchio, causa o invito: una persona e un momento che rappresentano l’idea, che cosa cambia grazie a essa, l’invito.
Di seguito utilizziamo il caso più frequente: un’offerta che risolve un problema. I principi relativi ad apertura, tensione narrativa e conclusione valgono però per tutti i percorsi.
La struttura del copione di un video esplicativo
1. L’apertura: chi guarda deve riconoscersi
Le prime due frasi determinano se una persona continuerà a guardare. Tre tipi di apertura funzionano particolarmente bene:
- La situazione: «Lunedì, ore 7:40. Due terapiste sono malate, la sala d’attesa si riempie e il piano dei turni è ancora un foglio appeso in bacheca.»
- La domanda che si pone il pubblico: «Quante ore ti è costato il piano dei turni questo mese?»
- Un’idea sbagliata diffusa che il video chiarisce: «Gestire l’informatica da soli fa risparmiare? Non proprio.»
Che cosa non funziona: iniziare con il nome dell’azienda, con un’affermazione generica («Oggi il tempo è poco») o con una scena che potrebbe comparire identica in qualsiasi altro video.
2. Il problema: abbastanza a lungo da farlo sentire
Qui si commette l’errore più frequente: liquidare il problema in mezza frase per arrivare il più rapidamente possibile al prodotto. Così manca il motivo per cui qualcuno dovrebbe interessarsi alla soluzione.
Per un’offerta che risolve un problema, dedica al problema circa un quarto della durata. In un video di 90 secondi sono circa 15–20 secondi. Rendilo concreto: una situazione, la sua conseguenza, l’emozione che suscita. Fai crescere la tensione invece di elencare difficoltà.
3. La soluzione: servita su un piatto d’argento
Ora entra in scena la tua offerta, come risposta esatta al problema appena mostrato. Chiamala per nome e poi mostra in due o tre passaggi concreti che cosa cambia per chi guarda: che cosa fa adesso, che cosa succede e che cosa non dovrà mai più fare.
Prima i vantaggi, le funzioni solo per spiegare come si ottengono. Non «Con pianificazione automatica dei turni e notifiche push», ma «Se qualcuno è assente, l’app ti suggerisce subito chi può sostituirlo e il team riceve il nuovo piano sul telefono».
4. Il sollievo: la situazione iniziale, risolta
Torna alla situazione di partenza, questa volta risolta. Lo stesso studio, lo stesso lunedì mattina, ma ora il piano è pronto in due minuti e la titolare beve il caffè prima dell’arrivo del primo paziente. Questo richiamo rende percepibile il cambiamento senza doverlo dichiarare.
Se hai una prova verificabile, questo è il posto giusto: un dato tratto dai tuoi documenti, il nome di un cliente che ne ha autorizzato l’uso, una recensione.
5. L’invito all’azione: un passo, non tre
Concludi il video con una sola azione chiara: prenotare una dimostrazione, provare gratuitamente, richiedere un preventivo. Spesso aiuta una breve domanda subito prima: «Ti piace l’idea?» Più possibilità affiancate indeboliscono l’invito.
Modello: copione per un video esplicativo di 90 secondi
Se necessario, scorri lateralmente per leggere tutta la tabella.
| Sezione | Tempo | Parole (circa) | Contenuto |
|---|---|---|---|
| Apertura | 0–8 s | 15–20 | Situazione, domanda o idea sbagliata del pubblico |
| Problema | 8–28 s | 40–45 | Scena concreta, conseguenza, emozione, tensione crescente |
| Soluzione | 28–35 s | 15–20 | La tua offerta come risposta a quel preciso problema |
| Come aiuta | 35–68 s | 65–75 | Due o tre passaggi concreti dal punto di vista di chi guarda |
| Sollievo e prova | 68–80 s | 20–25 | Situazione iniziale risolta; una prova verificabile |
| Invito all’azione | 80–90 s | 15–20 | Breve domanda e un passo successivo chiaro |
Il tedesco parlato ha un ritmo di circa 120–140 parole al minuto. Un copione di 90 secondi contiene quindi circa 180–210 parole. Per altre durate trovi indicazioni nell’articolo Quanto dovrebbe durare un video esplicativo?
Esempio: un copione completo di 90 secondi
L’esempio che segue è interamente inventato. Presenta un’app per la gestione dei turni destinata agli studi di terapia; la spettatrice è la titolare di uno studio. Abbiamo lasciato il nome dell’app come segnaposto. A sinistra trovi ciò che si sente, a destra ciò che si vede.
Se necessario, scorri lateralmente per leggere tutta la tabella.
| Audio | Immagine |
|---|---|
| Lunedì, ore 7:40. Due terapiste hanno avvisato che sono malate. La sala d’attesa si riempie. | Corridoio dello studio al mattino, il telefono squilla, la sala d’attesa si riempie. |
| E tu sei davanti alla bacheca con il piano cartaceo e ti chiedi chi riuscirai ancora a contattare. | La titolare davanti alla bacheca, fogli con nomi cancellati. |
| Tre telefonate, due segreterie telefoniche, un gruppo WhatsApp che nessuno legge. | Si accumulano un telefono, l’icona della segreteria e una chat con messaggi non letti. |
| Quando è tutto sistemato, il primo trattamento è già in forte ritardo. E domani si ricomincia. | L’orologio scatta sulle 8:15, un paziente guarda il proprio orologio da polso. |
| Ogni settimana è la stessa storia: pianifichi, telefoni e ripianifichi, invece di occuparti dei tuoi pazienti. | Scorrono fogli di calendario, la titolare è al telefono, la stanza dei trattamenti rimane vuota. |
| È proprio per questo che esiste [Nome del prodotto]. | Compare il logo e l’immagine riprende colore. |
| Se qualcuno è assente, vedi subito chi può sostituirlo, in base a qualifiche e ore. | Il telefono della titolare mostra due proposte adatte. |
| Un tocco e il team riceve il nuovo piano sul telefono. Niente giro di chiamate, niente foglietti. | Compaiono notifiche sui telefoni delle terapiste. |
| Scambi di turno, ferie, sostituzioni: il team gestisce tutto direttamente nell’app, a te resta solo da approvare. | Due colleghe si scambiano un turno, la titolare tocca «Approva». |
| E a fine mese le ore sono già conteggiate. Il prospetto è pronto prima ancora che tu lo cerchi. | Riepilogo mensile con le ore di ogni persona, compare un segno di spunta. |
| Lunedì, ore 7:40. Il piano è pronto da due minuti. Hai tempo per il caffè prima che arrivi il primo paziente. | Lo stesso studio, tranquillo, la titolare con una tazza di caffè, il piano sul tablet. |
| Ti piace l’idea? Prova [Nome del prodotto] gratis per un mese. | Schermata finale con logo, pulsante e sito. |
Il copione contiene circa 160 parole. Con pause e momenti dedicati alle immagini, la durata è di circa 80–90 secondi, lasciando spazio alla musica e alla parte visiva. Nota tre cose: il video parte dalla spettatrice, non dal prodotto. Il problema occupa circa un quarto del testo. E la conclusione richiama l’inizio.
Scrivere per chi ascolta, non per chi legge
Un copione viene pronunciato e ascoltato una sola volta. Per questo valgono regole diverse rispetto ai testi di un sito:
- Frasi brevi. Un pensiero per frase. Ciò che leggendo puoi scorrere due volte, ascoltando si perde.
- Parole concrete. «Giro di chiamate» invece di «impegno comunicativo», «un caffè prima del primo paziente» invece di «più tempo per l’essenziale».
- Niente formule pubblicitarie. «Innovativo», «a 360 gradi», «su misura» e «soluzioni» passano inosservati.
- Scrivi i numeri come si pronunciano. «Ventisette anni» invece di «27 a.», niente abbreviazioni, niente URL.
- Varia il ritmo. Una frase lunga, poi una breve. È così che nasce la tensione.
- Mantieni la stessa forma di cortesia. Scegli tra «tu» e «Lei» e mantieni la scelta, in coerenza con il tuo sito.
Pensare insieme immagini e audio
Per ogni frase, scrivi una riga che descriva ciò che si vede. Due regole aiutano:
- L’immagine mostra ciò che la frase non può dire. Se la voce dice «più veloce», non mostrare la scritta «più veloce», ma come qualcosa diventa più veloce.
- Ogni frase è un momento della vita di chi guarda. Una persona, un luogo, un’azione, un cambiamento visibile, non un’illustrazione decorativa.
Lista di controllo prima dell’approvazione
- Dopo la parte sul problema, una persona esterna sa dire di chi è il problema risolto e quanto costa a quella persona?
- La tua offerta arriva come risposta proprio a quel problema?
- Ci sono due o tre passaggi concreti al posto di un elenco di funzioni?
- La conclusione richiama l’inizio?
- Ogni numero e ogni affermazione sono documentati?
- C’è un solo passo successivo?
- Ogni frase suona naturale quando la leggi ad alta voce?
- La durata è coerente con il numero di parole?
Domande frequenti
Quante parole contiene il copione di un video esplicativo?
In tedesco, circa 120–140 parole al minuto. Un video di 60 secondi contiene quindi circa 120–140 parole; uno di 90 secondi circa 180–210.
Il problema deve essere sempre all’inizio?
Per un’offerta che risolve un problema, sì: senza il problema manca il motivo per ascoltare. Per lanci, selezione del personale o formazione sono più adatte altre aperture, come la curiosità, l’ambizione o la domanda di chi sta imparando.
Posso scrivere il copione di un video esplicativo con l’IA?
Come bozza, sì. L’IA però tende a scrivere frasi generiche e a inventare dettagli. Verifica ogni bozza rispetto alle quattro domande iniziali e alle tue fonti. Trovi maggiori informazioni nell’articolo Video esplicativi con l’IA.
Chi dovrebbe approvare il copione?
Una persona che conosce bene il tuo pubblico, per esempio dell’area commerciale o del servizio clienti, e una responsabile della correttezza dei fatti. Meno persone intervengono nella scrittura, più chiara rimane la storia.
Che cosa faccio se il copione diventa troppo lungo?
Elimina prima le funzioni, poi le ripetizioni, infine le frasi riempitive. Se rimane ancora troppo materiale, pianifica due video: uno breve per il primo contatto e uno più approfondito per una fase successiva.
Lascia che scriviamo la storia per te: inserisci il link del tuo sito. Sviluppiamo il copione dal punto di vista del tuo pubblico e tu decidi soltanto dopo aver visto la bozza completa.